Terzo giorno, ultimo al DF.
Sveglia alle 5.30, maldito jet lag.
Unico vantaggio è che posso approfittare della splendida luce all'alba e uscire a fotografare la città che si sveglia, regalandomi alcuni scorci di vita vera, un bimbo che gioca felice con il nonno su un carrello porta pacchi, il ragazzo dei giornali che spacchetta le notizie di giornata, un senzatetto che impacchetta il suo fagotto, gli immancabili fanatici runner e un intero plotone (almeno 500) di poliziotti in assetto da battaglia manco ci fosse la terza guerra mondiale che fanno colazione e si preparano compatti a disperdersi en El Centro in realtà per passare la solita tranquilla giornata di cazzeggio.
Oggi vediamo due quartieri per noi nuovi, Roma e Condesa, definiti da tutti culla del design, dello shopping, delle gallerie d'arte e dei migliori ristoranti.
Appena si entra in Parque Rio de Janeiro a Roma, cioè... a Roma ma a Città del Messico, in Parque Rio... praticamente un interspazio...
scherzi a parte, ciò che immediatamente ti avvolge è una sensazione stranissima, mai provata prima in questa città è che in effetti ti sconvolge per l'inusità da queste parti di un fenomeno tanto normale:
il silenzio...
Qui regna la tranquillità, case basse, viali alberati, parchi, fontane, gente che porta a spasso il cane, insomma... un piacere in cui perdersi camminando col naso all'insù, fotografando sprazzi di luce tra le fronde, godendosi l'atmosfera passo dopo passo finché... PLAF! una maledetta cloaca si interpone sul mio cammino e approfittando del mio naso all'insù mi riporta rapidamente alla realtà!
La zona è veramente gradevole, anche se a dire il vero di designer e gallerie d'arte non ne incontriamo molti, anzi quasi nessuno e purtroppo nel periodo di festa molti ristoranti e negozi sono chiusi... aspetta, non è vero, uno è aperto, e ha anche cose carine, va che belle scarpe, che dici me le provo? 30€! fantastico! Provo la destra... perfetta, il 9 è già il mio numero! Ok le prendo, mi dà l'altra per favore? ........ mmm della sinistra ho solo l'8, un numero meno, le va bene lo stesso vero?
NOOO, ma come un numero meno??? Ma non le vendete al paio?
Che sfiga! Ora è ufficiale, pestare una merda non porta fortuna.
Proseguiamo per il Mercado Roma, un bel centro con vasta offerta culinaria ed enogastronomica messicana e non, in stile molto hipster che anche qui imperversa prepotentemente in tutte le sue forme, barber shops compresi.
Qui, dopo un gustoso burrito ripensato in stile sushi ci imbattiamo in un grazioso orto verticale e in una fila di calaveras da cui spuntano piante aromatiche, rivisitando De Andrè si può dire che dai teschi nascono i fior dai diamanti non nasce niente...
Finiamo di gironzolare attorno a Parque Mexico e Avenida Amsterdam a Condesa dove Carolina trova un paio di scarpe per meno di 30€ ed entrambe dello stesso numero! Così non vale però...
la merda l'ho pestata io, mica lei!
Non mi resta che consolarmi con un gelato al Mamey alla Neveria Roxy.
Ritornati alla base ci rilassiamo un po' al tramonto su un'amaca nel patio del b&b. Che spettacolo!
Per combattere il jet lag decidiamo che per cena dobbiamo assolutamente uscire e scegliamo un ristorante peruviano a Polanco, altro quartiere a noi nuovo, molto moderno, una lunga e triste infilata di negozi di marca e ristoranti che ti dà la sensazione che potresti essere ovunque, Singapore? Dubai? Santiago? Insomma, un non luogo.
La cosa più bella di tutto il quartiere la incontriamo appena scesi dalla metropolitana, uscendo infatti ci imbattiamo in una scalinata musicale, ovvero che riproduce visivamente la tastiera di un pianoforte alternando gradini completamente bianchi a gradini che invece presentano anche l'inconfondibile parte nera... La cosa veramente magica però è che quando la si percorre la scala suona davvero! Per un momento ci siamo sentiti come Tom Hanks in Big e ci siamo chiesti come mai un'idea così semplice e al contempo così bella non sia ancora stata replicata in tutte le scale del mondo!
La cena a base di ceviche, pisco sour, polpo alla griglia, tonno al tamarindo e maialino laccato non è male... unico neo, a noi sembra già notte fonda e siamo talmente stanchi che per poco non ci addormentiamo con la faccia nel piatto.
L'indomani finalmente sveglia alle 7, forse iniziamo a ragionare...
Ci svegliamo con la triste notizia della dipartita del povero Lemmy (RIP), uno dei padri dell'heavy metal a cui dedichiamo un pensiero e facciamo i complimenti per aver retto fino a 70 anni nonostante l'enorme quantità di mezzi autodistruttivi testati nel corso della sua sfrenata esistenza.
Dopo colazione e quattro chiacchiere con due ragazzi di Chicago impacchettiamo i nostri zaini e salutiamo con una lacrimuccia il Chaya b&b in cui ci siamo veramente trovati bene in tutto, consigliatissimo!
In metro un signore ci sorride vedendoci bardati manco dovessimo star via 6 mesi e scorgendo i nostri sguardi dietro agli zaini ci augura buon viaggio, al terminal autobus del norte spilucchiamo nachos con frijoles y una cervecita, ci godiamo la scena di due innamorati che si baciano e si scambiano sorrisi come nelle soap e saltiamo su sull'autobus, scoprendo con nostra gioia che sono ancora più lussuosi di 5 anni fa, sembra di stare in business class!
San Miguel de Allende arriviamo!


