Il lunedì San Pancho si svuota, ormai sulla playa siamo in pochi, il sole domina incontrastato un azzurrissimo cielo, una leggera brezza rinfresca l'aria e perfino l'oceano, oggi più calmo, sembra essersi preso una meritata siesta. Ad un tratto l'atmosfera cambia - Carolina se ne accorge subito, lei queste cose le sente sempre - una corrente disegna una striscia velata nel mare, i pesci si agitano in superficie e i pellicani prendono a volteggiare percependo il facile spuntino.
Eccole!
In lontananza, all'orizzonte, così vicine da essere viste, così lontane da essere fotografate... meglio così, è un'immagine che deve rimanere impressa nella memoria, dove non la si perde, dove non servono altri mezzi per rivederla...
Un riflesso argenteo nel mare, uno sbuffo...
Di nuovo!
Riflessi, sbuffi, tre, quattro si susseguono scuri contrastando l'azzurro cielo.
Sono loro... le balene.
Sono passate a salutarci durante il loro lungo viaggio.
Loro sì che lo sanno, hanno una meta, ti ricordano che c'è sempre una meta, quasi ti fanno invidia perché loro la conoscono ma al contempo ti rassicurano...
con il loro tranquillo incedere in un oceano che spesso è tutt'altro che pacifico, è come se ti bisbigliassero che un giorno anche tu la troverai, lasciandoti lì, in pace con te stesso a scrutare l'orizzonte.

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