martedì 5 gennaio 2016

San Pancho: el generoso Pacifico

Dopo una notte in autobus molto comoda per qualcuno un po' meno per altri ehehemm..arriviamo finalmente al mare e San Pancho, nello stato Nayarit, l'ultima tappa di questo viaggio.
Appena arrivati, i cellulari ci informano automaticamente che in Nayarit è in vigore un fuso orario diverso e che quindi le ore che ci separeranno dall'Italia saranno 8 e non più 7. Meno male che ce ne siamo accorti, sennò come già più volte accaduto in passato avremmo sbagliato orari per i trasporti o fatto figuracce con malcapitati compagni di escursioni!!
L'hotel Casa San Pancho è molto bello, la camera non sarà pronta prima del pomeriggio ma ci permettono di lasciare i bagagli mentre ci rilassiamo al mare... finalmente il Pacifico!
Il cielo è azzurro pennellato di innocue nuvole biancastre, le onde schiaffeggiano la spiaggia con ritmo costante, i pellicani attraversano la baia in geometriche formazioni e noi ci stendiamo al sole per goderci qualche giorno di meritato relax!
Insomma bando alle ciance è una figata pazzesca!
Qui con grandissimo piacere rivediamo dopo 5 anni Loredana e Renato, si sono trasferiti qui da Zipolite a inizio 2015 e ora gestiscono il buonissimo ristorante "Il Santo" deliziandoci con la migliore focaccia mangiata fuori Italia e raccontandoci un po' le loro avventure messicane e la loro nuova vita a San Pancho. Grazie per queste cene top, non lo dimenticheremo!
Grazie a Lori fortunatamente scopriamo che per non creare confusione con gli aeroporti e i numerosi turisti vige l'ora di Vallarta quindi non dobbiamo dare retta ai cellulari e che la differenza con l'Italia torna ad essere di 7 ore... insomma qualche casino con gli orari non riusciamo proprio a non farlo!
San Pancho ci piace molto, l'atmosfera è tranquilla, la natura incontaminata si raccoglie intorno alla bellissima spiaggia di circa 5 km, svariate specie di uccelli non permettono al silenzio di avere la meglio e il clima è  decisamente rilassante.
La cosa stupefacente è come questo piccolo angolo di mondo attiri l'interesse di una svariata gamma di persone che va dagli alternativi in cerca di una qualche verità, a uomini apparentemente normali in fuga da chissà quale passato, per finire agli stramiliardari che qui hanno deciso di costruire la propria megavilla.
Così ci sono Nicola, ex professore di educazione fisica mantovano che ha mollato tutto e ora dipinge e vive con la nuova compagna messicana...
c'è Enrico, un cocinero di Roma che dopo 9 anni in giro per il centroamerica ora è approdato qui e saltuariamente cucina per gli americani; lui fa la besciamella con il burro, mica con la margarina come tanti altri...
c'è Renato che ormai qui è lanciatissimo imprenditore ma che quando la stagione rallenta va a far da mangiare sui monti della California nelle farm e c'è Gilles Ste-Croix, cofondatore del Cirque di Soleil, che qui ha messo su una "casetta" e ha portato avanti un progetto circense - Circo de los niños - con i ragazzini di San Pancho. Ciò che è veramente particolare è che tutte queste persone così lontane e così diverse, qui convivono con una naturalezza inaspettata, come se partendo da punti molto distanti tra loro in cerca di cose completamente differenti finiscano per attraccare nello stesso porto che molto democraticamente accoglie tutti senza distinzione, quasi adattandosi per dare ad ognuno un motivo per restare. Es el  Mexico chicos.
Ancora una volta il Messico si conferma un paese di forti contraddizioni, in cui semplicemente stando seduto a guardare l'orizzonte puoi incontrare balene, delfini, mante, pellicani e pappagalli (tutto questo in un solo giorno, veramente memorabile! Que suerte!) finendo poi a scontrarti anche con un'altra faccia, più scura e purtroppo non meno reale, dove alcuni bambini, per aiutare la famiglia, lavorano duramente in spiaggia vendendo cocos, piñas, y brochetas de camarones e dove un sindaco, Gisela Mota, viene assassinata a bruciapelo in casa propria a soli 33 anni e a meno di 24 ore dall'insediamento, per aver cercato di contrastare il dominio mafioso dei narcos. Questa notizia, apparsa anche sulle agenzie straniere  ci tocca molto, davvero.
Terminiamo i nostri giorni a San Pancho con una visita alle Islas Marietas, sperando di vedere le balene da vicino. Partiamo di buon mattino con Luis dell'agenzia Santa Madre (molto gentile, consigliatissimo!) e raggiungiamo punta Mita, da lì con una lancha puntiamo Las Marietas con gli occhi fissi al mare. Trascorse un paio d'ore visitando grotte marine e facendo snorkeling tra variopinti pesci tropicali tocca rientrare... purtroppo di balene oggi non se ne vedranno, ma facciamo la conoscenza della simpatica famiglia di Josè Luis e Adriana, con le figlie Victoria e Alba. Vengono da Queretaro, passiamo insieme un pranzo veloce che molto gentilmente ci tengono ad offrirci, restiamo senza parole e ricambiamo invitando Alba a contattarci quando vorrà venire in Italia a studiare.
Anche questa volta il Messico ci ha donato un'incredibile rosa di emozioni, odori, sapori, colori e persone che porteremo sempre con noi e che ci fanno percepire prepotentemente una certezza su tutte, ovvero che anche questa volta è solo un arrivederci.
Ultima favolosa cena dai nostri amici Lori e Rena ma prima ci godiamo un magnifico tramonto e come per magia...Appaiono all'orizzonte...eccole!!!Le Balene!!!Sono vicinissime alla spiaggia iniziamo a vedere i loro respiri, soffi fortissimi, poi esce una coda, si tuffano e giocano per quasi un'ora davanti ai nostri occhi increduli mentre il cielo si tinge di color arancio vivido e realizziamo che questo sarà sicuramente uno dei momenti più emozionanti della nostra vita. Grazie Pacifico y hasta pronto querido México!

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